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RAKU: la storia

ARTE RAKU: dove tutto si trasforma….

110px-Sen_no_Rikyu_JPNLa ceramica Raku nasce per mano di Chojiro, ceramista giapponese vissuto nell’ epoca Momoyama (XVI sec.).

Il nome Raku significa Felicità. Fu inventato quando il dittatore Toyotomi Hideyoshi donò al figlio di Chojiro un sigillo con il carattere corrispondente. Questo tipo di tecnica permette ad un’ emozione di esprimersi attraverso il modellare con le mani rendendo così ogni singolo oggetto unico e di particolare bellezza.

La tecnica Raku è da sempre legata alla produzione di ciotole per la cerimonia del tè (cha-no-yu). E’ infatti per Sen Rikyu, maestro dello cha-no-yu, che Chojiro iniziò ad utilizzare la tecnica che poi verrà chiamata “Raku”. Da allora in poi Raku è diventato anche il cognome della famiglia di ceramisti discendenti di Chojiro che da 15 generazioni porta avanti la tradizione del Raku in Giappone.

Nella tecnica tradizionale nulla è lasciato al caso, l’artista segue sempre una precisa sequenza di operazioni che acquistano un carattere quasi rituale. la ciotola è sempre eseguita a mano, senza l’ausilio di particolari strumenti: in questo modo le mani possono esprimersi liberamente trasmettendo all’argilla la sensibilità dell’artista.

Con la diffusione del Raku nel mondo occidentale il vincolo con la cerimonia del tè si è perso e la tecnica ha subito profonde trasformazioni. L’introduzione di varianti personalizzate, la sperimentazione libera e continua, hanno fatto di questa tecnica ceramica un’importante mezzo di espressione artistica, anche se per le stesse ragioni lo stesso termine”Raku” ha perso a poco a poco il contatto con il suo originale significato.

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